BAROTRAUMI DELL'ORECCHIO INTERNO

I barotraumi dell’orecchio interno sono noti da lungo tempo.

Sono poco frequenti, ma sfortunatamente temibili. Possono

talvolta metter in pericolo la vita del subacqueo,

molto spesso il suo udito ed il suo senso dell’equilibrio e

quindi il suo avvenire socio-professionale e la sua idoneità

all’immersione. Piu comunemente il danno avviene durante

la discesa. L'insorgenza dei sintomi puo essere immediata o

ritardata ( ore o giorni) e la sintomatologia e persistente

Cause

Il barotrauma dell’orecchio interno e causato da un

improvviso gradiente pressorio che si instaura tra

l’orecchio medio e l’orecchio interno stesso.

Ci sono due principali meccanismi attraverso i quali

si può instaurare questo gradiente:

- barotrauma unilaterale dell'orecchio medio

aumento della pressione intracranica: di solito e provocato

da manovre di Valsalva forzate nel tentativo di combattere

un barotrauma dell’orecchio medio.

- L’improvviso, violento spostamento dei fluidi dell'orecchio interno

può causare:

? rottura della finestra rotonda

? rottura della finestra ovale

? emorragie

? danno strutturale dell'organo del Corti

La rottura della finestra rotonda (piu frequente di quella

della finestra ovale) provoca la fuoriuscita della

perilinfa nell’orecchio medio (fistola della perilinfa).

Sintomatologia

- complesso sintomatologico della vertigine

- deficit uditivo neurosensoriale

- tinnito ("roaring")

- possibile evidenza di barotrauma dell'orecchio medio

- assenza di deficit neurologici

E’ sempre necessaria la diagnosi differenziale

con patologie acute da decompressione, tossicità da O2,

intossicazioni da CO e CO2, narcosi da gas inerte.

Infatti tutte queste situazioni possono dare sintomi

indistinguibili da una vera vertigine.

Trattamento

La terapia consiste nell’immediato riposo a letto

con capo elevato.Non effettuare manovre di Valsalva, sforzi

nella defecazione, vomito, tosse, starnuto, attivita fisica,

nonche i rumori molesti.Eventualmente somministrare

sedativi. E’ sempre utile una consulenza ORL.

Se i sintomi persistono dopo 24-48 ore bisogna

prendere in considerazione la possibilità di un intervento

chirurgico. La non idoneità alle immersioni sara definitiva.

Nel caso in cui non sia stato possibile differenziare

con certezza l’etiologia, il trattamento sara quello di una

patologia acuta da decompressione,   in quanto la

ricompressione non apporterà un aggravamento

della sintomatologia.Sarà bene sempre, comunque, evitare al

paziente l’esecuzione di manovre di Valsalva 

durante la compensazione.