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Fino agli anni "80" le immersioni in A.R.A. venivano effettuate seguendo i parametri di riferimento delle tradizionali tabelle della U.S Navy,tuttavia, nonostante il loro corretto utilizzo, frequentemente si realizzavano incidenti in immersione. Nello stesso periodo di tempo, venivano utilizzati i computer, che agli occhi degli esperti apparivano capaci di modificare definitivamente le metodiche di immersione, rendendo piu accessibili quelle multiquota e massimizzando i tempi di permanenza sul fondo, rendendo cosi , piu semplice il calcolo per i tempi di decompressione. Buona parte dei pazienti che giungono all'osservazione del nostro e di altri centri iperbarici, affetti da (M.D.C.), malattia da decompressione, utilizzano questi stessi computer durante l'immersione. Le ragioni di quanto descritto sono facilmente individuabili nel fatto che la programmazione di tali strumenti non tiene conto di talune variabili che al contrario si definiscono di importanza assoluta nella fisiopatologia della immersione:
a) Affaticamento
Un corretto profilo di decompressione deve tener conto della condizione di affaticamento muscolare che si realizza mentre il subacqueo, esegue un lavoro intenso, quale ad esempio, lavoro manuale, nuoto controcorrente e cosi via. In tale condizione , i tessuti muscolari, risulteranno irrorati di sangue in modo superiore alle condizioni normali.Cio comporta in definitiva una maggiore saturazione dell'apparato muscolare rispetto al sistema nervoso centrale, non influenzato dalla stessa attivita fisica.Quando il sub entra in condizioni di riposo muscolare,ne deriva la necessita di un tempo piu prolungato per il processo di desaturazione d'azoto, con un prolungamento della fase di decompressione ed un ritorno graduale della quantita di sangue in questo tessuto.
b) Immersioni ripetitive e microbolle
Soggetti particolarmente esposti alla formazione di microbolle sono gli istruttori che effettuano risalite multiple ed immersioni ripetitive. Le microbolle si formano in tre zone diverse: 1. Nel sangue venoso dopo ogni immersione (filtrate dai polmoni) 2. Nei tessuti a seguito di una decompressione insuficiente "malattia da decompressione" (M.D.D.) 3. Nel sangue arterioso in seguito ad una risalita rapida, "Embolia Gassosa Arteriosa", (E.G.A). Nel sistema venoso le bolle si formano sopratutto nelle due quattro ore successive alla reimmersione Esse migrano verso i polmoni dove si raccolgono nei capillari ostacolando lo scambio gassoso, (schunt destro-sinistro intrapolmonare), e modificando le condizioni di pressione dell'azoto arterioso.Uno schunt particolarmente elevato aumenta notevolmente le possibilita che, bolle migrino dal sistema venoso a quello arterioso fermandosi nei tessuti.
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c) Temperatura dell'acqua
La temperatura corporea e strettamente correlabile alla temperatura dell'acqua, al tempo di esposizione, allo spessore della muta, ed infine al lavoro svolto durante la immersione.Per determinare una riduzione della perdita di calore, il corpo umano reagisce con un processo di vasocostrizione cutanea tale, da mantenere la temperatura corporea, prossima al valore di 37C°.Il ridotto flusso sanguigno conseguente allo stato di vasocostrizione, comporta tempi piu lunghi sia di saturazione che di desaturazione del tessuto cutaneo, modificandone la tolleranza alla sovrasaturazione.Tenendo presente che il massimo raffreddamento corporeo si raggiunge durante la decompressione, appare evidente che i tessuti cutanei, si desataurano piu lentamente liberando l'azoto in un tempo piu lungo rispetto al normale.Tale condizione pone in evidenza le ragioni per le quali il rischio di problemi cutanei, aumenta con l'uso delle mute stagne.
Riferendosi a quanto sopra ed alfine di non incorrere in incidenti, e consigliabile aumentare di qualche minuto i tempi di decompressione segnalati dal computer, eseguire una tappa di decompressione non segnalata, o piu semplicemente utilizzare computer, capaci di prendere in considerazione le varianti descritte e relative al profilo di decompressione.
Tuttavia e bene in ogni caso, non dimenticare le regole principali di una corretta immersione; 1. Adeguata preparazione a secco dell'immersione 2. Scelta adeguata del natante 3. Caricamento degli autorespiratori in stazioni sicure 4 Controllo del gruppo 5. Controllo del sito di immersione 6. Utilizzo corretto della bandiera rossa con striscia diagonale bianca sulla barca, (se ci si immerge da riva, utilizzare l'apposito pallone segnalatore) 7. Rispetto delle regole di immersione 8. Controllo periodico dello stato di salute 9. Autovalutazione della conoscenza ed esperienza nel settore.
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