orecchio interno e baratrauma dello stesso

L'orecchio interno L'orecchio interno è formato da due parti principali: i canali semicircolari, ai quali è preposto il compito dell'equilibrio, e la coclea, in cui è presente l'organo dei Corti, che trasforma il segnale di pressione in segnale elettrico da inviare al cervello.

Tralasceremo la descrizione dei canali semicircolari, in quanto non intervengono nel fenomeno uditivo.
La coclea è un canale a forma di chiocciola riempito di liquidi. E' lunga dai 35 ai 37 mm, con un diametro massimo di 2 mm. La coclea è divisa longitudinalmente dal canale cocleare, delimitato dalla membrana di Reissner, e dalla membrana basilare, al cui interno vi è un liquido chiamato endolinfa.

La presenza del canale cocleare divide la coclea in due sezioni dette rampe: la rampa vestibolare e la rampa timpanica. Questi canali , riempiti da un liquido chiamato perilinfa, sono in contatto fra loro tramite un canale detto elicotrema.
La rampa vestibolare è separata dall'orecchio medio tramite la finestra ovale, mentre quella timpanica è chiusa dalla finestra rotonda.
Sulla membrana basilare, all'interno del canale cocleare, sono appoggiate le cellule ciliate da cui fuoriescono delle fini ciglie delimitate da una terza membrana, detta membrana tettoria .

Quando la staffa sollecita la finestra ovale questa mette in moto la perilinfa. Essendo la perilinfa incomprimibile, essa può mettersi in movimento grazie al fatto che la finestra rotonda è elastica. D'altro canto l'onda di pressione, poiché impiega un tempo finito per propagarsi fino alla finestra rotonda, tenderà anche a deformare il condotto, facendo oscillare la membrana basilare. L'oscillazione della membrana sollecita a taglio le cellule ciliate, le quali generano un potenziale elettrico variabile che viene inviato al cervello.

A causa della sua forma la membrana basilare si presenta più rigida verso la finestra ovale e più cedevole verso l'elicotrema. Per tale motivo le alte frequenze eccitano la membrana nelle zone vicino alle finestra ovale, mentre le basse frequenze la eccitano nelle zone più vicine all'elicotrema. Grazie a questo fenomeno il cervello è in grado di discriminare le varie frequenze.

BAROTRAUMI DELL'ORECCHIO INTERNO I barotraumi dell'orecchio interno sono noti da lungo tempo. Sono poco frequenti, ma sfortunatamente temibili. Possono talvolta metter in pericolo la vita del subacqueo, molto spesso il suo udito ed il suo senso dell'equilibrio e quindi il suo avvenire socio-professionale e la sua idoneità all'immersione. Piu comunemente il danno avviene durante la discesa. L'insorgenza dei sintomi puo essere immediata o ritardata ( ore o giorni) e la sintomatologia e persistente Cause Il barotrauma dell'orecchio interno e causato da un improvviso gradiente pressorio che si instaura tra l'orecchio medio e l'orecchio interno stesso. Ci sono due principali meccanismi attraverso i quali si può instaurare questo gradiente: - barotrauma unilaterale dell'orecchio medio aumento della pressione intracranica: di solito e provocato da manovre di Valsalva forzate nel tentativo di combattere un barotrauma dell'orecchio medio. - L'improvviso, violento spostamento dei fluidi dell'orecchio interno può causare: ? rottura della finestra rotonda ? rottura della finestra ovale ? emorragie ? danno strutturale dell'organo del Corti La rottura della finestra rotonda (piu frequente di quella della finestra ovale) provoca la fuoriuscita della perilinfa nell'orecchio medio (fistola della perilinfa). Sintomatologia - complesso sintomatologico della vertigine - deficit uditivo neurosensoriale - tinnito ("roaring") - possibile evidenza di barotrauma dell'orecchio medio - assenza di deficit neurologici E' sempre necessaria la diagnosi differenziale con patologie acute da decompressione, tossicità da O2, intossicazioni da CO e CO2, narcosi da gas inerte. Infatti tutte queste situazioni possono dare sintomi indistinguibili da una vera vertigine. Trattamento La terapia consiste nell'immediato riposo a letto con capo elevato.Non effettuare manovre di Valsalva, sforzi nella defecazione, vomito, tosse, starnuto, attivita fisica, nonche i rumori molesti.Eventualmente somministrare sedativi. E' sempre utile una consulenza ORL. Se i sintomi persistono dopo 24-48 ore bisogna prendere in considerazione la possibilità di un intervento chirurgico. La non idoneità alle immersioni sara definitiva. Nel caso in cui non sia stato possibile differenziare con certezza l'etiologia, il trattamento sara quello di una patologia acuta da decompressione, in quanto la ricompressione non apporterà un aggravamento della sintomatologia.Sarà bene sempre, comunque, evitare al paziente l'esecuzione di manovre di Valsalva durante la compensazione.